Mai come oggi il ritmo dell'innovazione tecnologica è stato così elevato, con nuove idee e invenzioni che emergono ogni giorno. Se anche tu hai avuto un'idea originale e hai progettato qualcosa di nuovo ed inedito, in questo articolo ti guideremo alla scoperta del brevetto d'invenzione in Italia: come registrarne uno, come mantenerlo e come, dunque, proteggere la tua creazione e renderla redditizia.
In breve:
- Definizione: il brevetto d'invenzione garantisce all'inventore il monopolio temporaneo sull'utilizzo della sua invenzione, oggetto fisico o processo sfruttabile a livello industriale.
- Requisiti di brevettabilità: novità, inventività, applicabilità industriale e liceità.
- Durata: 20 anni dalla data di deposito, non rinnovabili, con tassa di mantenimento a partire dal 5° anno.
- Deposito: online, per posta o presso una Camera di Commercio, presso l'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM).
- Protezione all'estero: non automatica — occorre depositare in ciascun Paese entro 12 mesi (Convenzione di Parigi), oppure passare dal brevetto europeo o dal PCT.
Cos'è un brevetto
Il brevetto (o meglio, il brevetto per invenzione industriale) è un istituto giuridico che garantisce all'inventore il monopolio temporaneo sull'utilizzo dell'invenzione. Quest'ultima rappresenta una soluzione inedita ed originale a un problema tecnico, e può essere un oggetto fisico o un processo, sfruttabile a livello industriale.
In Italia il brevetto è regolamentato dal Codice della proprietà industriale (D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30), nel quale sono confluite tutta una serie di leggi precedenti per armonizzare la materia. Rientra all'interno della proprietà intellettuale, ma si applica a una tipologia specifica di ritrovati.
Vediamo le principali caratteristiche di un brevetto:
- è sottoposto ad alcuni requisiti, senza i quali un'invenzione non è brevettabile (li vedremo nella prossima sezione);
- ha una durata di 20 anni dalla data di deposito e non può essere rinnovato (art. 60 CPI), dopodiché l'invenzione diventa di pubblico dominio;
- va mantenuto attraverso il pagamento di una tassa annuale;
- va registrato presso l'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Sembra semplice, ma che cosa si può considerare esattamente un'invenzione? È questa probabilmente la questione più intricata che riguarda i brevetti, e la sbrogliamo subito.
Cos'è un'invenzione
In linea generale, viene considerata un'invenzione un oggetto o un processo che rappresenta una soluzione inedita ed originale a un problema tecnico, sfruttabile e replicabile a livello industriale. Tuttavia, per quanto riguarda la brevettabilità, la normativa non si accontenta di questa descrizione generica, ma va più in dettaglio.
Per essere brevettabile, un'invenzione deve avere quattro caratteristiche:
- la novità (art. 46 CPI). L'invenzione non deve essere già compresa nello stato della tecnica, cioè non deve essere stata resa accessibile al pubblico prima della data di deposito del brevetto, né in Italia né all'estero;
- l'inventività (art. 48 CPI). Una persona esperta nel settore di applicazione dell'invenzione non deve trovarla evidente a partire dallo stato della tecnica: deve rappresentare un avanzamento compiuto mediante un atto di inventiva;
- l'applicabilità a livello industriale (art. 49 CPI). L'invenzione deve poter avere un'utilità ed essere replicata in applicazioni industriali, dando avvio a un prodotto, un macchinario o un processo tecnico specifico;
- la liceità (art. 50 CPI). Non possono costituire oggetto di brevetto le invenzioni la cui attuazione è contraria all'ordine pubblico o al buon costume.
Attenzione
Attenzione a un equivoco frequente: il fatto che un'invenzione sia vietata da una legge o da un regolamento non basta, di per sé, a renderla contraria all'ordine pubblico o al buon costume. Lo precisa espressamente l'art. 50, comma 2, del Codice della proprietà industriale. La liceità, in materia brevettuale, ha dunque un significato più ristretto rispetto alla semplice "conformità alle leggi".
Buono a sapersi
Ai sensi dell'art. 45 CPI non possono essere brevettate: le scoperte, le teorie scientifiche e i metodi matematici; i piani, i principi ed i metodi per attività intellettuali, per gioco o per attività commerciali; i programmi per elaboratore considerati in quanto tali (resta brevettabile l'invenzione implementata tramite software che produce un effetto tecnico ulteriore); le presentazioni di informazioni; le razze animali e i procedimenti essenzialmente biologici per l'ottenimento delle stesse; i metodi per il trattamento chirurgico o terapeutico del corpo umano o animale e i metodi di diagnosi.
Brevetto d'invenzione o modello di utilità?
Prima di depositare, vale la pena chiedersi se il titolo giusto sia davvero il brevetto d'invenzione oppure il modello di utilità: si tratta di due titoli distinti, con requisiti e durate differenti.
/ | Brevetto d'invenzione | Modello di utilità |
|---|---|---|
Oggetto | Una soluzione nuova e inventiva a un problema tecnico | Un nuovo modello che conferisce particolare efficacia o comodità di applicazione o di impiego a macchine, strumenti, utensili od oggetti d'uso |
Durata | 20 anni dalla data di deposito | 10 anni dalla data di presentazione della domanda (artt. 82 e 85 CPI) |
Tipico caso d'uso | Un nuovo processo industriale, un principio tecnico inedito | Una nuova conformazione o combinazione di parti che rende un oggetto esistente più efficace o più pratico |
Un esempio concreto: inventare un meccanismo di chiusura ermetica basato su un principio tecnico inedito rientra nel brevetto d'invenzione; ridisegnare l'impugnatura di un utensile esistente per renderlo più maneggevole rientra piuttosto nel modello di utilità.
Buono a sapere
L'art. 84 CPI prevede la cosiddetta brevettazione alternativa: chi deposita una domanda di brevetto per invenzione industriale può presentare contemporaneamente una domanda di brevetto per modello di utilità, valida nel caso in cui la prima non venga accolta o lo sia solo in parte. Una "rete di sicurezza" spesso sottovalutata.
Quali sono i diritti dell'inventore
Riassumiamo quali sono i diritti dell'inventore, ovvero del titolare del brevetto per invenzione industriale:
- il diritto morale di essere riconosciuto autore dell'invenzione. È inalienabile e non può essere ceduto; dopo la morte dell'inventore può però essere fatto valere dai familiari indicati dall'art. 62 CPI (coniuge e discendenti fino al secondo grado, e in mancanza genitori e altri ascendenti);
- i diritti patrimoniali. Questi sono alienabili e trasmissibili (art. 63 CPI): rappresentano l'esclusiva sullo sfruttamento economico dell'invenzione, per un periodo limitato, nello Stato o negli Stati in cui il brevetto ha valore.
Attenzione
Il diritto di esclusiva sullo sfruttamento economico di un'invenzione non significa che l'inventore abbia automaticamente diritto a produrla. Prendiamo il caso di un cosiddetto "brevetto dipendente": l'ingegner Rossi costruisce un macchinario industriale innovativo per realizzare prodotti dolciari e lo brevetta. Ma il suo macchinario include un particolare tipo di pistone, inventato e brevettato dall'ingegner Bianchi. Rossi non ha dunque automaticamente diritto a produrre il suo macchinario: dovrà prima acquisire il diritto di sfruttamento del pistone tramite un accordo di licenza con Bianchi. In caso di rifiuto, l'art. 71 CPI consente in alcuni casi di ottenere una licenza obbligatoria, purché l'invenzione dipendente rappresenti "un importante progresso tecnico di considerevole rilevanza economica".
Come depositare un brevetto in Italia
La procedura per la registrazione di un brevetto per invenzione in Italia può essere completata in tre modi diversi:
- online, compilando l'apposita domanda presso il portale dell'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi;
- in modalità cartacea, spedendo i moduli compilati per posta all'indirizzo: Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Direzione generale per la proprietà industriale – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM), Via delle Quattro Fontane, 22 – 00184 Roma;
- sempre in modalità cartacea, consegnando i moduli presso una Camera di Commercio.
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Quali documenti occorrono
Vediamo quali documenti occorre presentare per avviare il procedimento di registrazione di un brevetto presso l'UIBM:
- modulo di domanda compilato;
- descrizione dell'invenzione, sufficientemente completa e chiara da consentire a una persona esperta del settore di attuare l'invenzione;
- rivendicazioni, ovvero la definizione dell'ambito di protezione dell'invenzione;
- traduzione in inglese delle rivendicazioni — non obbligatoria di per sé, ma necessaria per usufruire gratuitamente della ricerca presso l'Ufficio Brevetti Europeo (EPO), che certifica l'anteriorità dell'invenzione e pone le basi per il deposito di un brevetto europeo;
- disegni tecnici, laddove necessari;
- sintesi (riassunto) delle caratteristiche tecniche dell'invenzione.
Tempistiche e costi della registrazione
Quanto tempo occorre perché un brevetto registrato sia effettivo?
La domanda di brevetto viene resa accessibile al pubblico dopo 18 mesi dalla data di deposito (o dalla data di priorità, in caso di rivendicazione della priorità estera): da quel momento il brevetto produce effetti verso terzi. È possibile chiedere l'accessibilità anticipata, che avviene dopo 90 giorni dal deposito (art. 53 CPI).
Quanto costa registrare un brevetto in Italia
La registrazione di un brevetto per invenzione industriale prevede costi diversi a seconda che la modalità di presentazione sia online o cartacea:
Costo | Deposito online | Deposito cartaceo |
|---|---|---|
Tassa di deposito | € 50,00 (fino a 10 rivendicazioni) | da € 120 a € 600 secondo il numero di pagine |
Rivendicazioni oltre la decima | € 45,00 ciascuna | € 45,00 ciascuna |
Bollo | € 16,00 (virtuale) | € 16,00 (marca da bollo) |
Diritti di segreteria | € 0,00 | € 40,00 |
Nel dettaglio, la tabella dei diritti di deposito cartaceo prevede € 120 fino a 10 pagine, € 160 da 11 a 20 pagine, € 400 da 21 a 50 pagine e € 600 oltre le 50 pagine.
Come si può vedere, il deposito online è meno costoso. Bisogna poi calcolare il costo della traduzione in inglese ai fini della ricerca EPO: se non si presenta la traduzione, viene applicato un diritto di ricerca di 200 €.
E quanto costa mantenerlo nel tempo?
Ecco un tasto spesso dolente per molte imprese, specialmente startup innovative alle prime armi, e per molti singoli inventori: il costo di mantenimento di un brevetto è infatti crescente e, per gli ultimi anni, relativamente elevato.
Nei primi quattro anni, mantenere il brevetto non ha alcun costo. Dal quinto anno in poi si parte da 60 € l'anno per poi salire fino a 650 € dal quindicesimo anno fino al ventesimo: sommando tutte le annualità previste dalla tabella dei diritti annuali, il mantenimento di un brevetto per l'intera durata costa circa 6.600 €, spalmati però su vent'anni.
Attenzione
Il mancato pagamento dei diritti annuali entro l'ultimo giorno utile comporta la decadenza del brevetto. È ammesso il pagamento tardivo nei sei mesi successivi, ma con l'applicazione di un diritto di mora di 100 €.
Il brevetto italiano mi protegge anche in altri paesi?
La risposta purtroppo è no: i brevetti dipendono da un principio di territorialità, e sono validi solo nello Stato in cui vengono depositati. Per far valere i tuoi diritti in altri Stati, devi presentare una domanda di brevetto nei Paesi che ti interessano entro 12 mesi dal primo deposito — la Convenzione di Parigi, recepita dall'art. 4 CPI, ti garantisce il diritto di priorità.
Puoi depositare il tuo brevetto all'estero:
- in ogni singolo Paese che ti interessa, attraverso le procedure nazionali;
- attraverso l'Ufficio europeo dei brevetti (EPO), con due strade possibili: il brevetto europeo "classico", da validare poi nei singoli Stati aderenti alla Convenzione sul brevetto europeo, oppure il brevetto europeo con effetto unitario, operativo dal 1° giugno 2023, che con un'unica richiesta copre i 18 Stati membri UE attualmente partecipanti (dato aggiornato a settembre 2026);
- attraverso il Trattato di cooperazione in materia di brevetti (PCT), che con un'unica domanda internazionale consente di riservarsi la protezione in oltre 150 Paesi aderenti, per poi avviare le singole fasi nazionali o regionali.
Buono a sapersi
Che tu depositi in un solo Paese o via PCT, ogni accordo con un mandatario estero, un co-inventore o un partner industriale richiede spesso la firma di documenti a distanza: un caso d'uso tipico della firma elettronica.
In conclusione
Ottenere un brevetto d'invenzione in Italia significa proteggere per 20 anni una soluzione tecnica realmente nuova, inventiva, applicabile industrialmente e lecita — a condizione di seguire una procedura precisa (deposito, documenti, tempistiche) e di budgetizzare correttamente i costi di deposito e di mantenimento. Se la tua innovazione riguarda invece la forma o la praticità d'uso di un oggetto esistente, il modello di utilità può rivelarsi il titolo più adatto. In ogni caso, un brevetto non vive isolato: accordi di licenza, cessioni di diritti o NDA con partner e co-inventori accompagnano spesso la vita del brevetto, e meritano lo stesso rigore giuridico del deposito stesso.
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FAQ
Cos'è un brevetto d'invenzione?
È uno strumento legislativo che garantisce a chi ha creato un'invenzione il diritto esclusivo di sfruttamento. Attenzione: non tutto è brevettabile — l'invenzione deve rispettare i criteri di novità, inventività, applicabilità industriale e liceità previsti dagli artt. 45-50 del Codice della proprietà industriale.
Che differenza c'è tra brevetto d'invenzione e modello di utilità?
Il brevetto d'invenzione protegge per 20 anni una soluzione nuova e inventiva a un problema tecnico. Il modello di utilità protegge per 10 anni un nuovo modello che conferisce particolare efficacia o comodità di applicazione a macchine, strumenti od oggetti d'uso (artt. 82 e 85 CPI).
Come si deposita un brevetto in Italia?
È possibile depositare online, oppure in formato cartaceo spedendo i documenti all'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, o presso una Camera di Commercio.
Quanto costa registrare un brevetto?
Il deposito online costa 50 € di tassa (fino a 10 rivendicazioni) + 16 € di bollo. Il deposito cartaceo va da 120 a 600 € di tassa secondo il numero di pagine, più 16 € di bollo e 40 € di diritti di segreteria. Ogni rivendicazione oltre la decima costa 45 €.
Quanto dura un brevetto d'invenzione in Italia?
20 anni dalla data di deposito, non rinnovabili. I primi 4 anni sono gratuiti; dal 5° anno si paga una tassa di mantenimento crescente, fino a 650 €/anno dal 15° al 20° anno, per un totale di circa 6.600 €.
Il brevetto italiano protegge anche all'estero?
No: per il principio di territorialità, la protezione vale solo in Italia. Per estendere i diritti, occorre depositare entro 12 mesi in ciascun Paese d'interesse (Convenzione di Parigi), oppure passare dal brevetto europeo (anche con effetto unitario) o dal PCT.





